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Abruzzo, a Chieti test genomico per tutte le donne con tumore al seno

Da: Repubblica.it

La Als 2 della Regione ha deciso di offrire gratuitamente il test che aiuta i medici a decidere quando la chemioterapia può essere evitata. La parola a Domenico Angelucci, responsabile dell’Anatomia patologica di Chieti

L’Abruzzo segue le orme della Lombardia e si avvia verso la rimborsabilità del test genomico Oncotype Dx in tutta la Regione. Apripista, già nel 2014, è stata la Als 2 Lanciano Vasto Chieti, che comprende anche la Breast Unit di Ortona. Una via intrapresa a partire dai risultati di grandi studi clinici e real life come l’internazionale TAILORx e l’italiano PONDx, in cui il test genomico ha dimostrato di evitare la chemioterapia alle donne che non ne trarrebbero benefici, con indubbio risparmio di sofferenze fisiche ed emotive per le pazienti, nonché economico per il sistema sanitario.

La parola all’oncologo
“I tumori della mammella non sono tutti uguali”, spiega Domenico Angelucci, responsabile dell’Anatomia patologica di Chieti e del trial PONDx: “Certe neoplasie, che chiamiamo Luminal B – che esprimono recettori per gli estrogeni e per il progesterone ma sono HER2 negativi – hanno un’elevata capacità proliferativa e possono dare metastasi. Seguendo i criteri diagnostici standard, tali tumori richiedono un trattamento chemioterapico adiuvante. È questa la strada da seguire, o almeno lo è se non è possibile effettuare un test genomico predittivo, in grado cioè di prevedere se per quel tumore specifico la chemioterapia darà beneficio al paziente.

“L’unico test genomico prognostico e predittivo, al momento, è Oncotype Dx”, dice il medico. “Si tratta di un esame di laboratorio che interroga il tumore e ci dice se è davvero cattivo come sembra oppure no”. Nel giro di 15 giorni dalla biopsia, a partire da campioni di tessuto tumorale si analizza il Dna, andando a controllare in modo particolare 21 geni che danno informazioni sull’aggressività. Il test restituisce un punteggio, il recurrence score: quando è basso è possibile risparmiare alla paziente la chemioterapia e procedere solo con la terapia ormonale; viceversa se è alto si prosegue con il protocollo di trattamento standard con chemioterapia.
Effettuato ormai su decine di migliaia di casi, il test è considerato affidabile: “L’anno scorso – continua Angelucci – la Asl2 Lanciano-Vasto-Chieti ha richiesto di effettuare 36 test per pazienti candidate alla chemioterapia. Otto pazienti hanno avuto conferma della necessità di intraprendere il percorso di cura standard, mentre quattro hanno avuto un risultato incerto per cui il beneficio della chemio non poteva essere escluso. Per 24 di loro, invece, il test ha stabilito che la chemioterapia non avrebbe dato un effettivo beneficio. Nel 67% dei casi, dunque, effettuare il test ha permesso di risparmiare un trattamento con effetti collaterali sia fisici che psicologici, che ha un alto costo sociale in termini di giornate di lavoro perse sia per il paziente sia per il suo caregiver e che ha un costo economico non indifferente per il sistema sanitario”.

Da Chieti a tutto l’Abruzzo
La Asl di Chieti è stata la prima in Italia a utilizzare questo test genomico. “Dal 2014 abbiamo stipulato accordi vantaggiosi che inizialmente ci hanno fatto avere i test gratuitamente, grazie anche al coinvolgimento delle pazienti all’interno di studi clinici che hanno contribuito a verificare la predittività del test. Abbiamo infatti partecipato al trial italiano PONDx, coinvolgendo tutte le Breast Unit della Regione Abruzzo. Da noi le pazienti candidate non pagano il test, e, quando ne abbiamo avuto la possibilità, ne abbiamo destinati alcuni alle altre Asl abruzzesi, ma il nostro obiettivo oggi è quello di ottenere la rimborsabilità del test da parte del sistema sanitario nazionale in tutta la Regione. Perché non è giusto che una donna con un tumore Luminal B in cura a Pescara, che è a meno di 20 chilometri dal nostro centro, debba pagare di tasca propria un esame che potrebbe risparmiarle un trattamento da cui non avrebbe giovamento. Queste disparità sono particolarmente odiose e ci stiamo battendo per il diritto di tutti i pazienti ad accedere al test, che è ora inserito anche nel Percorso diagnostico terapeutico del tumore al seno”.

La voce delle pazienti
L’associazione di pazienti Gaia Onlus è pronta a farsi sentire e a prendere posto ai tavoli decisionali. “Chiediamo che i test genomici, da effettuare sempre su valutazione del medico, siano disponibili in tutta la Regione Abruzzo, rimborsati dal sistema sanitario”, dice la presidente Patrizia Bonora. “Sempre più spesso, infatti, i pazienti si trovano a scontrarsi con disparità di accesso ai trattamenti persino all’interno della stessa Regione. Gaia Onlus da molti anni si occupa di volontariato in ospedale, accompagnando le donne e gli uomini colpiti da tumore alla mammella lungo il percorso di cura e fornendo per quanto possibile supporto economico per l’acquisto di macchinari o per sopperire a piccole criticità. Il nostro impegno va anche oltre: organizziamo, per esempio, incontri per parlare di prevenzione a tutte le età.I nostri volontari sono preparati e aggiornati grazie a corsi di formazione aperti anche al pubblico. Insomma, noi ci siamo e siamo pronti a fare la nostra parte per assicurare i diritti di tutti i malati oncologici”.