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“Da Comuni e Regioni serve un maggiore impegno contro i tumori”

Insieme contro il Cancro raccoglie in un volume, disponibile nelle librerie italiane, le testimonianze di Governatori, Sindaci e pazienti. Il prof. Francesco Cognetti: “Non solo le istituzioni nazionali ma anche quelle locali possono favorire la prevenzione e migliorare il livello di cura e assistenza ai pazienti”

Roma, 23 ottobre 2019 – “Anche le amministrazioni locali, e non solo quelle nazionali, devono sempre più impegnarsi per ridurre i 371mila nuovi casi di tumore che ogni anno colpiscono cittadini residenti del nostro Paese. Non solo. I rappresentanti istituzionali delle città e delle Regioni possono realizzare atti concreti per migliorare la qualità di vita e l’assistenza agli oltre 3 milioni di pazienti oncologici italiani”. È questo il principale messaggio che l’oncologo, Francesco Cognetti, e il giornalista, Mauro Boldrini, lanciano col libro Ritorno alla vita, Conoscere, prevenire, sconfiggere il tumore (204 pagine, Guerini), promosso dalla Fondazione Insieme Contro il Cancro e presentato oggi presso il Circolo Canottieri Aniene di Roma, alla presenza dell’Assessore alla Sanità Regione Lazio Alessio D’Amato, del Presidente Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli, del Magnifico Rettore dell’Università La Sapienza di Roma, Eugenio Gaudio e del Presidente Circolo Aniene Massimo Fabbricini. La conduzione dell’evento è affidata al giornalista Paolo Graldi.
Il volume raccoglie sei interviste a presidenti di Regione e cinque sindaci nonché le testimonianze di sei pazienti oncologici. “Abbiamo voluto sollecitare i rappresentanti delle Istituzioni locali e chiedere loro quali programmi stanno realizzando per tutelare, a 360 gradi, la salute dei cittadini – afferma il prof. Francesco Cognetti, Presidente della Fondazione Insieme contro il Cancro -. Questo riguarda in primis il delicato tema dell’ambiente dal momento che le nostre città sono spesso inquinate e l’aria che respiriamo rappresenta sempre più un rischio per il nostro benessere. Inoltre le piste ciclabili sono ancora scarse, la rete del trasporto pubblico molte volte è insufficiente così come la presenza di aree verdi. E non vanno poi sottovalutati gli stili di vita sani. Il 26% degli italiani fuma regolarmente, uno su tre è sedentario e il 32% è in sovrappeso o addirittura obeso. Comuni e giunte regionali possono fare di più per promuovere la prevenzione oncologica sia primaria che secondaria”. Su questo fronte la Regione Lazio è attivamente impegnata. Ha, infatti, dato il via a molteplici iniziative, volte a promuovere l’importanza della diagnosi precoce. Nel 2017 con l’Ottobre rosa ha fatto registrare 8600 mammografie, con un aumento del 17% rispetto al 2016. Nel 2018, la campagna di screening per il tumore della mammella è stata estesa anche alle donne tra i 45 e i 49 anni, che non rientrano nei percorsi organizzativi attivi tutto l’anno. E dai risultati preliminari è emerso, anche in questo caso, un importante aumento degli screening. Non solo. Sono state condotte importanti campagne per aumentare ulteriormente l’immunizzazione contro l’HPV e l’epatite B, fondamentale strumento di prevenzione contro il tumore. Già dal 2017 il Lazio offre il vaccino anti HPV 9-valente gratuitamente agli adolescenti di entrambi i sessi e dallo stesso anno è attivo un programma sanitario mirato alla sorveglianza e al controllo dell’epatite B. Aderisce inoltre all’importante progetto Vaccinarsì. “Le testimonianze raccolte sono determinanti per mettere a fuoco le diverse realtà territoriali – aggiunge il dott. Mauro Boldrini, Direttore della Comunicazione di Insieme Contro il Cancro -. Abbiamo rivolto tante domande e tutti i rappresentanti istituzionali sono stati disponibili e pazienti nelle risposte. L’idea di chiedere un contributo a presidenti e sindaci ci è sembrata vincente. Sono loro infatti gli esponenti politici più vicini ai cittadini e quindi più a stretto contatto con i loro problemi e rivendicazioni. Li ringraziamo per questo e speriamo di aver svolto un servizio di grande valore per la comunità”.
Solo nel 2019 in Italia sono stati colpiti dal cancro 196.000 uomini e 175.200 donne (34.500 solo nella Regione Lazio). La sopravvivenza a 5 anni raggiunge il 63% tra la popolazione femminile e risulta migliore rispetto a quella maschile (54%). Siamo ai primi posti in Europa per i risultati registrati nella lotta a neoplasie importanti e molto diffuse come quella al seno o alla prostata – sostiene il prof. Cognetti -. Ma se vogliamo davvero fare un salto di qualità nell’assistenza bisogna realizzare e rendere subito operativo il sistema delle reti oncologiche in tutte le Regioni. Solo così possiamo garantire uniformità di comportamenti, governo dei percorsi dei pazienti ed equità di accesso alle cure in tutte le fasi della malattia. Nel Lazio l’Amministrazione Regionale sta costruendo ed implementando una Rete per le patologie oncologiche che consente a tutti i pazienti della Regione di usufruire di moderni percorsi di diagnosi e terapia ed eventualmente di essere indirizzati verso protocolli di trattamento con farmaci sperimentali. Uno degli esempi di maggiore rilievo della costruzione di questa rete è proprio la sinergia che si è venuta a creare tra il polo oncologico dell’Università La Sapienza tra le due varie sedi e l’IRCCS oncologico Regina Elena, istituto specializzato di rilievo nazionale per i tumori. Questo stretto collegamento strutturale ed organizzativo è stato fortemente perseguito su iniziativa del Presidente della Regione Lazio, On.le Nicola Zingaretti, e il Magnifico Rettore dell’Università La Sapienza, Prof. Eugenio Gaudio. Il Lazio inoltre è stata una delle prime Regioni ad avviare il modello organizzativo di Breast Unit”. Una rete di 15 Breast Unit, 36 strutture di diagnostica clinica e 39 centri di screening coprono l’intero territorio regionale. Sul fronte della prevenzione, per ridurre l’inquinamento atmosferico, è stato rinnovato l’84% dei treni regionali e sono stati acquistati 800 bus, per incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici. È stato, inoltre, lanciato il pacchetto di azioni Aria pulita! e sottoscritto un accordo con il Ministero della salute per attuare altre misure volte a limitare la circolazione dei mezzi maggiormente inquinanti e incentivare l’uso di carburanti alternativi.
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