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Incontro FOCE-Governo, 16 novembre

Lunedì 16 novembre si è svolto l’incontro ufficiale fra il Governo e FOCE, la federazione degli oncologi, cardiologi e ematologi, per garantire ai pazienti più fragili la continuità di cura in emergenza Covid.

Il Prof. Francesco Cognetti, presidente FOCE, ha illustrato al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro della Salute Roberto Speranza i numerosi e importanti danni a carico degli undici milioni di italiani affetti da patologie oncologiche, ematologiche e cardiologiche durante la prima ondata della pandemia.

Questi danni, ha sottolineato il prof. Cognetti, sono consistiti in:

  • Ritardi o cancellazioni di interventi chirurgici per tumore dovuti ad un affollamento fino all’intasamento delle terapie intensive;
  • Diminuzione dell’afflusso ai Pronto soccorso e alle unità di terapie intensive cardiologiche di pazienti con infarto del miocardio in fase acuta e ciò ha portato secondo i dati presentati dalla Società Italiana di Cardiologia ad un raddoppiamento della mortalità per questa patologia;
  • Circa il 20-30% dei trattamenti oncologici sono stati perlomeno ritardati, se non cancellati;
  • Arresto o forte rallentamento degli screening oncologici per la prevenzione di importanti tumori;
  • Quasi azzeramento dei controlli dei pazienti in follow up per patologie oncologiche, oncoematologiche o cardiologiche.

“Il complesso di queste gravi disfunzioni – ha evidenziato il prof. Cognetti -, ove perpetrato o riprodotto dalla situazione nella quale oggi ci troviamo, non potrà che produrre nei prossimi anni un importante effetto negativo per un aumento consistente di mortalità per queste patologie. Sostanzialmente negli ultimi decenni sono stati acquisiti grandissimi risultati nella prevenzione e nel trattamento delle patologie cardiovascolari, oncologiche e cardiologiche dovuti alla incredibile evoluzione della ricerca e dell’innovazione. Si rischia, in assenza di misure adeguate, di ritornare a venti anni fa in termini di risultati di mortalità in queste patologie”.

C’è un dato nella evoluzione della pandemia che il Direttivo FOCE ha sottoposto all’attenzione del Presidente del Consiglio, in quanto di particolare rilevanza. Se attualmente il nostro Paese si colloca al settimo posto tra quelli europei per numero di contagi in rapporto alla popolazione e quindi nella media europea, il dato su cui accentrare l’attenzione è quello che riguarda il rapporto tra mortalità da Covid e contagi. Il dato riguarda il tasso di mortalità tra i contagiati che dopo la prima ondata è stato molto elevato (circa il 9%), ciò anche dovuto al basso numero del denominatore e cioè dei positivi ai tamponi che allora venivano eseguiti quasi esclusivamente nei pazienti sintomatici.

Ad oggi, l’Italia, con un rapporto del 3,6%, è il secondo Paese nella classifica europea per questo parametro preceduta solo dal Regno Unito (3,7%) e seguita da Spagna (2,7%) e via via dagli altri Paesi. La Francia al 2,2% e la Germania all’1,5%. Questo parametro è significativo della tenuta complessiva del Servizio Sanitario Nazionale rispetto a questa terribile catastrofe che ci ha colpito.

“Nella classifica mondiale l’Italia è terza dopo Messico e Iran ma a questo riguardo – ha evidenziato il prof. Cognetti – molti Paesi appartenenti per esempio al Sud America e Asia hanno riportato in modo non adeguato appunto i dati relativi alla mortalità. In ogni caso l’Italia è terza”.

Ecco perché gli oncologi, i cardiologi e gli ematologi sono molto preoccupati: i pazienti che rappresentano sono estremamente fragili e possono ricevere un doppio danno:

– se vengono contagiati hanno maggiori possibilità di morire di Covid;

– hanno inoltre molte possibilità di morire per le patologie da cui sono affetti per difetti gravi di assistenza e trattamento.

“Quindi il nostro Sistema Sanitario purtroppo è fragile. C’è una carenza in molte Regioni veramente importante a livello di Medicina del Territorio – ha spiegato il prof. Cognetti -. Ciò determina il ricorso ai Pronto soccorso ospedalieri di un numero elevato di pazienti che potrebbero essere tranquillamente seguiti al proprio domicilio. D’altra parte gli ospedali e tutte quelle strutture accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale, già al momento dell’inizio della pandemia, avevano un numero complessivo di posti letto ordinari per centomila abitanti molto più basso rispetto alla media europea collocandoci al ventiduesimo posto nella classifica tra i Paesi Europei”.

“E la situazione oggi non è cambiata – ha continuato il prof. Cognetti – perché non risulta che le Regioni abbiano provveduto in questi mesi ad aumentare la dotazione complessiva dei posti letto ordinari. Anzi, la creazione di posti letto per pazienti Covid si sta realizzando ovunque a scapito dei posti letto normalmente riservati agli altri pazienti con le altre patologie. Per quel che riguarda i letti di terapia intensiva attualmente e con l’ampliamento già effettuato nel corso degli ultimi mesi (dopo l’inizio della pandemia), l’Italia è passata da 8.6 per 100.000 abitanti a 14 e questo rappresenta già un importante miglioramento, ammesso che le Regioni abbiano realmente realizzato l’attivazione dei posti letto aggiuntivi di terapia intensiva, 3.307 in aggiunta ai 5.149 già esistenti, cosa di cui in questi giorni si discute molto anche da parte degli organi di informazione. Saremo comunque ancora sempre dietro a Germania (34 posti letto di terapia intensiva), Austria (29), Belgio (17) e Francia (17)”.

“Purtroppo i Governi che si sono succeduti alla guida del Paese negli ultimi anni, tutti quanti indistintamente e indipendentemente dal colore politico hanno sempre operato tagli orizzontali indiscriminati e ingiustificati alle Strutture Sanitarie per quel che riguarda il personale medico e infermieristico, il numero di letti e di prestazioni e l’adeguatezza delle strutture ospedaliere – ha continuato il prof. Cognetti -. Questi tagli hanno colpito addirittura anche alcune strutture di eccellenza tra cui IRCSS oncologici pubblici praticamente smantellati dai loro Direttori Generali e questi sono i risultati”.

D’altra parte la spesa complessiva del nostro Paese per il Servizio Sanitario Nazionale classificava l’Italia per il 2017 al quindicesimo posto in ambito europeo per percentuale sul PIL (media europea 9,9% vs 8,8 % per l’Italia) e quindi dietro a quattordici Paesi tra cui:

Svizzera (12,4 %), Francia e Germania (11,3 %), Svezia (11%), Belgio (10,3 %), Olanda e Danimarca (10,1 %), Regno Unito (9,6 %), Spagna (8,9 %) e quindi l’Italia davanti solo rispetto alla Grecia e ai Paesi dell’Europa dell’Est (Dati Eurostat).

E per quel che riguarda le spese correnti finali per la Sanità nel 2017 in Italia sono stati 153 miliardi di euro verso i 369 della Germania e 260 per la Francia (Dati Eurostat).

Lo stesso dato viene riprodotto quando la classifica è effettuata sulla base delle spese pro-capite.

“Tutte le epidemie hanno lo stesso svolgimento, cioè un andamento multistep che attraversa almeno tre stadi – ha evidenziato il Presidente FOCE -. C’è una prima fase che è quella della crisi dovuta alla diffusione del virus nella quale sono prioritarie le misure del confinamento e della tracciatura dei contatti. Ma se questa fase fallisce subentra quella della crisi grave dell’intero Sistema Sanitario e della difficoltà della gestione clinico – assistenziale soprattutto da parte degli ospedali. Poi subentra la fase della crisi sociale ed economica che può durare anche molti anni. Noi siamo attualmente nella seconda fase, quella della crisi grave degli Ospedali che in alcune Regioni o grandi città sono al tracollo”.

“Questa fase può durare anche a lungo ed è bene che ci si organizzi al meglio e presto – ha spiegato il prof. Cognetti -, avvalendosi dell’aiuto degli specialisti clinici che per esperienza diretta pluriennale conoscono molto bene queste tematiche. Siamo già in forte ritardo”.

“Bene, noi siamo i medici che curano e seguono giornalmente questi undici milioni di italiani affetti dalle patologie di nostro interesse – ha concluso il prof. Cognetti -. Ne conosciamo le necessità, i bisogni e le problematicità. Abbiamo il dovere, come medici e come uomini di proteggerli e di garantire loro la continuità dell’assistenza di diagnosi e cura che per questi pazienti è cruciale e di primaria importanza e noi siamo qui per rappresentare tutte le nostre esigenze per garantire appunto la continuità delle cure a questi pazienti”.

IL Direttivo FOCE ha illustrato gli otto punti irrinunciabili per assicurare la continuità di cure ai pazienti oncologici, cardiologici ed ematologici:

1) Netta separazione fra ospedali, ambiti di cura e assistenza per pazienti Covid e quelli per pazienti non Covid. In alternativa, solo dove non fosse possibile, si richiede una netta separazione dei due diversi percorsi che preveda anche la separazione di tutto il personale dedicato e dei relativi servizi ospedalieri.

2) Tutte le strutture di oncologia medica (degenze ordinarie e day hospital), di cardiologia (degenze cardiologiche e unità di terapie intensive cardiologiche) e di ematologia (degenze ordinarie, day hospital, degenze per trapianto di midollo) devono rimanere pienamente operative anche a livello ambulatoriale, al fine di svolgere tempestivamente ed efficacemente attività di diagnosi e cura ed anche di garantire la prevenzione terziaria oncologica e cardiovascolare.
Va preservata la rete dell’emergenza cardiologica.

Le attività di chirurgia oncologica devono essere garantite e devono avere priorità assoluta.

3) Il fabbisogno di nuovi medici specialisti, cardiologi, oncologi e ematologi deve essere con urgenza soddisfatto attraverso il reclutamento con contratti a tempo indeterminato derivanti in primis dall’utilizzo delle graduatorie ancora aperte dei concorsi pubblici già espletati, ove si renda necessario, anche attraverso procedure selettive di massima celerità. Dovrà essere previsto al fine di evitare carenze di questi specialisti in aree determinate del Paese il blocco temporaneo delle mobilità interregionali.

4) Gli screening oncologici devono ripartire immediatamente ed a pieno regime in tutte le Regioni.

5) E’ da rifondare completamente la medicina territoriale attraverso la istituzione di strutture ad hoc, atte a svolgere funzioni attualmente svolte dagli ospedali, quali: le attività di follow up e riabilitazione dei pazienti oncologici, cardiologici ed ematologici, di assistenza domiciliare e cure palliative ecc… Tali attività dovranno essere condotte in forme di collaborazione strutturata tra i medici di medicina generale, che saranno dotati di strumenti e personale adeguati e gli specialisti ospedalieri e universitari, collaborazione preceduta dalla istituzione di tavoli per proposte operative con idee bottom-up.

6) Sì all’ampio utilizzo degli alberghi Covid per i positivi asintomatici e paucisintomatici, ma con sorveglianza sanitaria diretta da parte dei medici di medicina generale e degli specialisti infettivologi.

7) Attivazione e diffusione su tutto il territorio nazionale di programmi avanzati e strutturati di telemedicina con previsione dei costi di sviluppo e gestione ed emanazione di norme specifiche che li regolino, anche a tutela dei medici coinvolti in queste attività. Tali programmi sono da sviluppare sia in ambito ospedaliero che a livello della medicina del territorio ma non potranno prescindere dalla periodica osservazione in presenza dei pazienti da parte dei medici di medicina generale e degli specialisti.

8) Avviare procedure velocissime di acquisizione di nuovi ingenti fondi per la Sanità, immediatamente fruibili che compensino anche se parzialmente il gap attualmente esistente con gli altri Paesi Europei e mettano in grado il nostro Paese di affrontare l’emergenza in atto ed il nuovo sviluppo della Sanità Nazionale.

 

Francesco Cognetti – Presidente FOCE (ConFederazione Oncologi Cardiologi Ematologi) e Presidente Fondazione Insieme contro il Cancro

Giordano Beretta – Vicepresidente FOCE e Presidente AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) 

Paolo CorradiniVicepresidente FOCE e Presidente SIE (Società Italiana di Ematologia) 

Ciro IndolfiVicepresidente FOCE e Presidente SIC (Società Italiana di Cardiologia) 

Fabrizio PaneTesoriere FOCE                             

Francesco RomeoSegretario FOCE e Presidente Fondazione Italiana Cuore e Circolazione Onlus 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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