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ISS: “Le vaccinazioni durante la pandemia non devono essere rimandate”

Roma, 21 aprile 2020 – In occasione della Settimana mondiale dell’immunizzazione dal 24 al 30 aprile l’Istituto Superiore di Sanità ricorda come “è importante mantenere le vaccinazioni anche e soprattutto durante l’epidemia altrimenti rischieremmo di aggiungere a un fenomeno nuovo vecchi problemi causando la riemergenza di malattie infettive precedentemente prevenute o controllate dai vaccini”. Con il tema #VaccinesWork si è aperta ieri la Settimana mondiale dell’immunizzazione organizzata dall’OMS dedicata proprio a tutti coloro che lavorano per garantire l’immunizzazione: familiari, operatori sanitari, personale della sanità pubblica. L’obiettivo di questa edizione, in particolare, è quello di porre l’attenzione sulla continuità dei servizi vaccinali che devono essere garantiti anche durante la pandemia da Covid-19. In alcuni Paesi europei, infatti, esiste il rischio di una riduzione generale delle normali attività vaccinali. “È importante mantenere le vaccinazioni – afferma Gianni Rezza, Direttore del Dipartimento malattie infettive dell’ISS – anche e soprattutto durante l’epidemia altrimenti rischieremmo di aggiungere a un fenomeno nuovo vecchi problemi causando la riemergenza di malattie infettive precedentemente prevenute o controllate dai vaccini”. “Ad esempio – prosegue Rezza -, potrebbe fallire il tentativo di mettere sotto controllo l’epidemia di morbillo così come l’eradicazione della polio oppure potrebbero riemergere patologie come la difterite o la pertosse. Quest’anno, inoltre, nel periodo consigliato sarà particolarmente importante vaccinarsi contro l’influenza per ridurre le problematiche relative alla diagnosi differenziale così come per quanto riguarda gli anziani e le altre categorie a rischio è importante effettuare la vaccinazione contro lo pneumococco”.