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Medicina dei sani

Prevenzione e stili di vita sani nelle università

Gli stili di vita corretti (attività fisica costante, dieta corretta, no al fumo e vaccinazioni) rappresentano l’arma fondamentale per sconfiggere malattie croniche come i tumori, il diabete e le patologie cardiovascolari. Ma ancora troppi italiani sembrano ignorare l’importanza di uno stile di vita sano: il 31% degli adulti è completamente sedentario, il 36% è parzialmente attivo e solo il 33% svolge una regolare attività fisica come raccomandato dalle Linee guida internazionali. Inoltre, anche se il nostro Paese è la patria della dieta mediterranea, deteniamo il primato europeo di sovrappeso infantile e il 12% dei bambini italiani è addirittura obeso. Non solo, nonostante sia scientificamente provata l’importanza degli screening per la diagnosi precoce di alcune forme di tumore, l’adesione dei cittadini allo screening mammografico, pap-test, e all’individuazione di sangue occulto nelle feci, rimane ancora insufficiente, soprattutto in alcune regioni del centro e sud d’Italia.

È fondamentale che i futuri medici siano in grado di fornire ai pazienti le giuste indicazioni in materia di sana alimentazione, attività fisica, no al fumo e all’abuso di alcol, regole basilari per prevenire gravi malattie. E che siano ben preparati sull’importanza nella prevenzione secondaria e l’adesione agli screening. Inoltre, anche in presenza di tumore, seguire stili di vita sani aiuta il paziente ad aderire ai trattamenti, migliora la qualità di vita e per diverse neoplasie riduce il rischio di recidive o di progressione del cancro. Appare, quindi, fondamentale sviluppare un percorso di formazione nell’Istituzione deputata a questo ruolo: l’Università. Oggi infatti agli studenti di medicina non vengono forniti gli strumenti necessari per comprendere l’impatto di uno stile di vita sano sul benessere della persona e sulla prevenzione delle malattie, e sulla prevenzione secondaria.

La Fondazione “Insieme contro il Cancro” promuove il primo progetto di sensibilizzazione in Italia su questi temi rivolto proprio agli studenti di medicina, cioè a chi fra poco tempo dovrà curare i pazienti, indipendentemente dalla specialità scelta.

A partire dal prossimo dicembre fino ad aprile 2017, saranno organizzati eventi formativi e lezioni frontali in otto Università italiane e agli studenti verranno distribuite dispense con una selezione delle pubblicazioni scientifiche più importanti, tratte da riviste indexate, sul ruolo della prevenzione primaria (ad esempio lo studio pubblicato recentemente su JAMA Internal Medicine e condotto su un milione e mezzo di cittadini americani e del Nord-Europa che ha evidenziato la forte correlazione tra attività fisica e riduzione del rischio per tredici diverse forme di tumore), e sul ruolo della prevenzione secondaria.

Agli eventi interverranno un oncologo medico di riferimento e rappresentanti dell’Associazione Italiana Calciatori (AIC) a sottolineare l’utilità degli stili di vita sani e l’adesione agli screening.

La Fondazione “Insieme contro il Cancro” chiederà inoltre il coinvolgimento ufficiale del MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e del CONI.

Il progetto coinvolgerà 8 Università italiane di primissimo livello con i loro referenti in campo oncologico:

Roma (Francesco Cognetti)

Milano (Salvatore Siena)

Torino (Giorgio Scagliotti)

Padova (Pier Franco Conte)

Verona (GiampaoloTortora)

Napoli (Sabino De Placido)

Modena (Stefano Cascinu)

Catanzaro (Pierosandro Tagliaferri)

Il progetto è stato presentato a Roma all’Università “La Sapienza” il 12 dicembre 2016 con un convegno nazionale che ha visto la partecipazione del Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, del presidente del CONI, Giovanni Malagò, e del presidente dell’AIC, Damiano Tommasi.

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