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Melanoma: il 58% dei pazienti è libero da recidiva a tre anni

(PRINCETON, NJ, 30 settembre 2019) – Bristol Myers-Squibb ha annunciato oggi i risultati di un’analisi dei dati di efficacia a tre anni dello studio CheckMate -238 di fase 3, che ha valutato l’utilizzo in adiuvante di nivolumab 3 mg/kg rispetto a ipilimumab 10 mg/kg in pazienti con melanoma in stadio III o IV ad alto rischio di recidiva dopo resezione chirurgica completa. Ad un follow-up di tre anni, nivolumab continua a dimostrare una sopravvivenza libera da recidiva (RFS) superiore rispetto a ipilimumab, braccio di controllo attivo dello studio, con tassi di RFS del 58% e 45% rispettivamente (HR 0,68; p < 0,0001). Anche la sopravvivenza libera da metastasi a distanza (DMFS) continua ad essere significativamente più lunga con nivolumab rispetto ad ipilimumab, con tassi a 36 mesi rispettivamente del 66% e 58% (HR 0,78; p = 0,044). Il beneficio di RFS e DMFS continua ad essere osservato in tutti i sottogruppi chiave, inclusi lo stadio della malattia, lo stato mutazionale di BRAF e l’espressione di PD-L1. Nessun nuovo dato e di sicurezza è emerso da questa analisi a 36 mesi. “Nei pazienti con melanoma ad alto rischio di recidiva dopo resezione chirurgica completa, questi dati a tre anni sono altamente significativi perché forniscono un ulteriore supporto ai benefici a lungo termine del trattamento adiuvante con nivolumab nel ridurre il rischio di recidiva della malattia”, ha spiegato Jeffrey S. Weber, M.D., Ph.D., investigator di CheckMate -238 e vice direttore del Perlmutter Cancer Center al New York University Langone Medical Center. “La persistente separazione delle curve sottolinea il potenziale a lungo termine di nivolumab nell’offrire un beneficio duraturo a questa popolazione di pazienti”. Arvin Yang, M.D., Ph.D., development lead, melanoma and genitourinary cancers, Bristol-Myers Squibb, ha affermato: “In questo studio sul melanoma ad alto rischio di recidiva in stadio III e IV, resecato, nivolumab continua a dimostrare consistenti miglioramenti a lungo termine nella prevenzione della recidiva di malattia rispetto a ipilimumab, braccio di controllo attivo dello studio”. I dati di questa analisi saranno presentati al Congresso della Società Europea di Oncologia Medica (European Society for Medical Oncology, ESMO) a Barcellona.