IN EVIDENZA


Un tour dedicato ai camici bianchi di domani




Ecco alcune foto scattate durante la serata del 16-05-2017


Oncologi, pediatri e coach di calcio insieme per insegnare stili di vita corretti. Testimonial d'eccezione, il mister Max Allegri!


Con due testimonial d'eccezione ....


La nostra campagna in favore degli over 65 residenti in Italia


Qui puoi rivolgere le tue domande agli oncologi della Fondazione


L'organo ufficiale di informazione della nostra Fondazione. Leggete i numeri pubblicati


Scarica le nostre schede su 18 diversi tipi di neoplasie


Tutte le risposte alle tue domande sul cancro


Scarica i libretti informativi di AIMaC sul cancro


L'allenatore può essere un maestro anche della prevenzione del cancro


La quarta arma contro il cancro


La pagina dell'associazione WALCE (Women Against Lung Cancer), associata alla Global Lung Cancer Coalition


La copertina del libro "Il male in-curabile", realizzato dalla nostra Fondazione (Intermedia editore), presentato il 24 luglio 2014 al Ministero della Salute
2016-07-29
Cancro: scoperta una “chiave” per bloccare le cellule malate
Trento, 29 luglio 2016 – Nuova scoperta per bloccare lo sviluppo di cellule tumorali. Dieci ricercatori delle Università di Trento e di Washington per la prima volta hanno creato una proteina ingegnerizzata (della famiglia Rbfox) che è in grado di legarsi a un particolare tipo di acido nucleico (miR-21, elemento associato allo sviluppo di cellule tumorali), come una chiave con la sua serratura, e che, una volta dentro la cellula tumorale, riesce a inibirne lo sviluppo. La scoperta, pubblicata in questi giorni in uno studio sulla rivista scientifica Nature Chemical Biology, è il risultato di una collaborazione internazionale tra il laboratorio diretto da Paolo Macchi (Lab of Molecular and Cellular Neurobiology, Centro per la biologia integrata - Cibio, Università di Trento) e quello diretto da Gabriele Varani (Department of Chemistry, Washington University). "L'interazione tra proteine e acidi nucleici (in particolare RNA) - spiega Macchi- è molto complessa e capire come ciò avvenga e come sia regolata permette di creare, ad esempio, molecole ingegnerizzate con nuove proprietà biologiche, per scopi non solo di ricerca, ma anche terapeutici". "Il lavoro - aggiunge - è importante poiché esalta ancora una volta il valore e le ricadute applicative della ricerca di base. La ricerca di base ha permesso di conoscere la struttura delle regioni delle proteine coinvolte nell'interazione con gli acidi nucleici. L'aver messo insieme e con successo conoscenze e competenze dei nostri gruppi di ricerca provenienti da settori diversi della biologia è stato stimolante ed estremamente interessante".