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2016-11-24
Tumori: in 32 anni +90% di casi fra le donne piemontesi “decisivi i passi avanti della ricerca, non è più il male incurabile”

Torino, 24 novembre 2016 – In Piemonte in 32 anni (1981- 2012) i casi di tumore sono aumentati di quasi il 90% fra le donne e del 50% fra gli uomini. E nel 2016 sono stimate complessivamente 30.700 nuove diagnosi (16.100 uomini e 14.600 donne). Ma, grazie a terapie sempre più efficaci e alla diagnosi precoce, le guarigioni e le possibilità di sopravvivenza sono migliorate in maniera significativa. Infatti nella Regione vivono più di 274.100 persone dopo la diagnosi e almeno i due terzi possono affermare di avere sconfitto la malattia. I passi in avanti nella lotta contro il cancro sono testimoniati dalle storie dei pazienti descritte nel volume “Si può vincere” realizzato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e presentato oggi a Torino, la sesta tappa di un tour nazionale di 10 incontri con il coinvolgimento dei cittadini, delle Istituzioni e delle associazioni dei pazienti. “I tumori – afferma il prof. Giorgio Scagliotti, Direttore dell’Oncologia Medica all’Università di Torino - rappresentano una realtà multidimensionale confinata non solo agli aspetti clinico-assistenziali e di ricerca, ma inevitabilmente con rilevanti ricadute nel vissuto dei pazienti e dei loro familiari. In Italia vivono più di 3 milioni di persone dopo la diagnosi di tumore. Oggi il 60% dei pazienti si lascia la malattia alle spalle e torna a una vita come prima, percentuale che raggiunge il 70% nel caso delle neoplasie più frequenti. Per questo non possiamo più parlare di male incurabile. Oggi le nuove armi consentono di sconfiggere il cancro o di allungare la sopravvivenza, ma serve più impegno in campagne di prevenzione visto che il nostro Paese destina solo il 4,2% della spesa sanitaria totale a queste attività”. Nella città di Torino le guarigioni dal cancro sono passate dal 34,1% (uomini) e 49,2% (donne) per i casi diagnosticati nella seconda metà degli anni Ottanta al 57% e 62,1% per quelli individuati all’inizio degli anni Duemila. “Nel libro – spiega la prof.ssa Silvia Novello, membro del Direttivo nazionale AIOM e Ordinario di Oncologia Medica all’Università di Torino – abbiamo raccolto le storie di nove uomini e sette donne che hanno combattuto la lotta contro il cancro. Nelle loro parole l’angoscia e la disperazione al momento della diagnosi. Ma senza mai perdere la forza di rialzarsi fino alla possibilità di utilizzare armi innovative come l’immuno-oncologia, i farmaci a bersaglio molecolare e altre strategie terapeutiche a disposizione nel trattamento delle malattie tumorali. Con le nuove terapie disponibili ci poniamo l’obiettivo di cronicizzare alcune neoplasie molto aggressive, come è successo ultimamente per il melanoma in fase avanzata. Siamo convinti che questo sia un obiettivo raggiungibile, esattamente come lo è stato per altre malattie come l’infezione da HIV o il diabete. Le nuove strategie terapeutiche (in particolare l’immunoterapia e le terapie a bersaglio molecolare) stanno evidenziando risultati mai ottenuti prima anche in malattie difficili da curare come il tumore del polmone”.