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Salute: le fake news ingannano oltre la metà degli utenti del web

Roma, 3 novembre 2017 – Oltre la metà degli internauti italiani ha almeno una volta dato credito a fake news trovate in Rete. E questo vale anche per le notizie riguardanti la salute e il benessere. E’ quanto sostiene un sondaggio svolto dall’Eurodap (Associazione europea disturbi attacchi di panico). Il 44% dei navigatori che ha risposto al questionario ha dichiarato che tende a porsi qualche dubbio prima di dare per scontato che una notizia sia vera, il 61% sostiene di dare più credibilità a una notizia se divulgata da una fonte conosciuta e attendibile, ma comunque il 71% degli intervistati ammette di leggere e informarsi tramite i social. Ma perché gli italiani credono a tutto quello che leggono nel web? “Ogni giorno navighiamo in Internet in cerca di notizie, documenti, video, controlliamo la mail, dai millennial (18-34 anni), alla generazione X (34-54), fino ai baby boomer (over 55) – spiega Paola Vinciguerra, psicoterapeuta e presidente dell’Eurodap – I millennial sono i più propensi a seguire le notizie quotidiane sui social, a condividerle tramite svariate App, con gli ‘amici’, commentandole a freddo e scherzandoci sopra, senza approfondirne la veridicità. Dunque con superficialità, per il gusto di farlo, rendere più stimolante il tempo libero, fin dalla mattina, come a voler ‘connettere il cervello’ col mondo prima che con se stessi”. Questa forse è la chiave: “L’esigenza di non sentirsi soli – prosegue l’esperta – essere presenti nelle vite altrui, condividere a tutti i costi qualcosa, senza neanche accertarsi che sia vero. Se una notizia fa ridere, infatti, viene condivisa. Se una notizia è toccante, a maggior ragione, viene condivisa e possibilmente commentata. E’ molto probabile che questa tendenza a non verificare l’attendibilità della notizia non sia appannaggio di una determinata classe sociale o fascia d’età e soprattutto che non nasca solamente dalla poca cultura, ma molto più probabilmente dal bisogno di dover dire qualcosa a tutti i costi, una ricerca di ammirazione e approvazione attraverso un ‘like’ o una condivisione”.