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STUDIO CLARINET FORTE MOSTRA COME L’AUMENTO DELLA FREQUENZA DI SOMMINISTRAZIONE DI LANREOTIDE PERMETTA AI PAZIENTI CON TUMORI NEUROENDOCRINI DI POSTICIPARE FINO A 8,3 MESI LA NECESSITÀ DI TERAPIE DI SECONDA LINEA

PARIGI, FRANCIA, 19 settembre 2020 – Ipsen (Euronext: IPN; ADR: IPSEY) ha annunciato i primi dati di efficacia e di sicurezza dello studio CLARINET FORTE. L’abstract è stato presentato in versione mini-oral all’European Society for Medical Oncology (ESMO) Congress 2020, in corso in modalità virtuale dal 19 al 21 settembre 2020. Lo studio esplorativo prospettico internazionale di Fase II, a singolo braccio, in aperto, ha analizzato l’efficacia e la sicurezza dell’aumento della frequenza di somministrazione di lanreotide, in pazienti con NET pancreatico o dell’intestino medio, precedentemente trattati con regime standard di lanreotide per almeno 24 settimane ed in progressione, valutata centralmente nel corso degli ultimi due anni di trattamento. In entrambi i tipi di tumori si è registrato un prolungamento incoraggiante dei tassi di sopravvivenza libera da progressione (PFS) e di controllo della malattia (DCR), senza segnalazione di nuovi eventi avversi.

Questi risultati mostrano un beneficio clinicamente significativo per una popolazione di pazienti con scarse opzioni terapeutiche, ritardando potenzialmente il ricorso a trattamenti più tossici. Questo significa che i pazienti con NET in progressione possono beneficiare più a lungo di un regime di trattamento in prima linea più tollerabile”, ha affermato il Professor Marianne Pavel, Friedrich-Alexander University di  Erlangen, Germania, Senior Physician and Chair of Endocrinology, sperimentatore principale dello studio.

Lanreotide è una formulazione di sintesi di un ormone naturale chiamato somatostatina, utilizzato per controllare e trattare la crescita di alcuni tumori avanzati dell’intestino medio e del pancreas, chiamati NET gastroenteropancreatici o GEP-NETs. Precedenti studi hanno dimostrato l’efficacia di lanreotide 120 mg somministrato ogni 28 giorni nel controllare la crescita tumorale e alleviare i sintomi clinici.2

Oggi, i pazienti, che presentano progressione di malattia a seguito del trattamento con lanreotide a dosaggio standard (120 mg ogni 28 giorni), hanno opzioni di trattamento limitate e generalmente meno tollerate che comprendono chemioterapie sistemiche o terapie molecolari mirate. Poichè lanreotide ha un buon profilo di tollerabilità, l’aumento nella frequenza di somministrazione potrebbe ritardare la necessità di sottoporsi alle terapie sistemiche sopracitate, preservando potenzialmente più a lungo la qualità di vita dei pazienti.

Lo studio CLARINET FORTE ha evidenziato che, aumentando la frequenza di somministrazione di lanreotide 120 mg ogni 14 giorni rispetto alla dose standard in prima linea di 120 mg ogni 28 giorni, si raggiunge una PFS mediana di 8,3 mesi (95% intervallo di confidenza [CI]: 5,5–8,3) e di 5,6 mesi  (95% CI: 5,5–8,3) nei pazienti in progressione con NETs dell’intestino medio (n=51) e del pancreas (n=48), rispettivamente. L’analisi post-hoc del sottogruppo dei NETs del pancreas ha mostrato una PFS mediana di 8,0 mesi (95% CI: 5,6–8,3) nei pazienti con Ki67 ≤10% (n=43).

Lo studio CLARINET FORTE è un altro esempio dell’impegno di Ipsen per l’avanzamento della ricerca medico-scientifica e portare risultati concreti per i pazienti. I NETs  del pancreas e dell’intestino medio in progressione sono tra i tumori in più rapida crescita al mondo, perciò siamo lieti che i dati presentati all’ESMO possano risultare utili per questi pazienti per posticipare il ricorso a terapie aggressive di seconda linea, continuando nel contempo a beneficiare in termini di PFS,” ha affermato il Professor Steven Hildemann, Executive Vice President, Chief Medical Officer, Head of Global Medical Affairs and Patient Safety, Ipsen.

Nello studio, non si sono osservati nuovi eventi avversi associati all’aumento di frequenza della somministrazione. Questo regime è stato ben tollerato e gli eventi avversi dovuti al trattamento (TRAEs) sono coerenti con gli studi precedenti e si sono verificati nel 37,5% e nel 51,0% dei pazienti nella coorte dei NETs del pancreas e dell’intestino medio, rispettivamente; solo un TRAE è stato di Grado ≥3 (NETs del pancreas: spossatezza [n=1], Grado 3). Le categorie più comuni (≥10%) di TRAEs sono state i disturbi gastrointestinali (NETs pancreas, 25,0%; NETs intestino medio, 37,3%) e disturbi generali/reazioni in sede di somministrazione (NETs dell’ intestino medio, 13,7%).

In generale, i risultati di efficacia e di sicurezza possono supportare l’utilizzo di tale regime terapeutico nei pazienti con NETs del pancreas o dell’intestino medio. I dati completi sono stati presentati con una mini presentazione orale venerdì 18 settembre al ESMO Virtual Congress 2020.