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Tumore della prostata : olaparib ha più che raddoppiato la sopravvivenza libera da progressione radiografica in pazienti con metastatico resistente alla castrazione con mutazione brca1/2 o atm

Barcellona, 1 ottobre 2019 – AstraZeneca e MSD hanno presentato i risultati dello studio di fase III PROfound che ha esaminato 387 uomini con tumore della prostata metastatico resistente alla castrazione (mCRPC) e con una mutazione dei geni di riparazione della ricombinazione omologa (HRRm) e progressione della malattia durante il precedente trattamento con nuovi agenti ormonali (NHA) (abiraterone o enzalutamide). Lo studio è stato disegnato per analizzare due coorti di pazienti maschi con geni HRRm. L’endpoint primario è stato misurato in quelli con mutazioni dei geni BRCA1/2 o ATM e successivamente, se si osservava beneficio clinico di olaparib, veniva eseguita un’analisi formale della popolazione totale dello studio nei pazienti con geni HRRm (BRCA1/2, ATM, CDK12 e 11 altri geni HRRm) (endpoint secondario).  I risultati hanno indicato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante con olaparib in termini di sopravvivenza libera da progressione radiografica (rPFS, endpoint primario), migliorando il tempo di sopravvivenza senza progressione della malattia o di morte dei pazienti con mCRPC e mutazioni BRCA1/2 o ATM con una mediana di 7,4 mesi vs 3,6 mesi in quelli trattati con abiraterone o enzalutamide (HR 0,34 [95% CI, 0,25-0,47], p<0,0001). Olaparib ha ridotto il rischio di progressione di malattia o di morte del 66% in questi pazienti. Lo studio ha anche raggiunto l’endpoint secondario di rPFS nella popolazione totale con HRRm, dove olaparib ha ridotto il rischio di progressione della malattia o di morte del 51% e ha migliorato la rPFS raggiungendo una mediana di 5,8 mesi vs 3,5 mesi con abiraterone o enzalutamide (HR 0,49 [95% CI, 0,38-0,63], p<0,0001). 
Giuseppe Procopio
, coordinatore nazionale dello studio PROfound e responsabile dell’Oncologia Medica Genitourinaria Fondazione IRCCS – Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, ha commentato: “PROfound è il primo studio positivo di fase III a dimostrare una rilevante efficacia clinica dei PARP inibitori sia negli uomini con tumore della prostata metastatico resistente alla castrazione e BRCA mutato, che in coloro che hanno altre mutazioni dei geni coinvolti nei meccanismi di riparazione del DNA. Finalmente anche nel tumore della prostata stiamo entrando nell’era della medicina di precisione: attraverso l’esecuzione di un test sarà possibile personalizzare le cure e offrire un trattamento con un target molecolare per i pazienti con tumore della prostata avanzato che sono progrediti a una precedente terapia ormonale”. 
I risultati sono stati presentati durante il Presidential Symposium al Congresso della European Society of Medical Oncology (ESMO) 2019 a Barcellona (Abstract #LBA12). I dati hanno anche mostrato, al momento di questa analisi ad interim, un trend di miglioramento della sopravvivenza globale (OS) nei due gruppi, altro endpoint secondario. Olaparib ha aumentato l’OS a una mediana di 18,5 mesi vs 15,1 mesi con abiraterone o enzalutamide negli uomini con tumori con mutazioni BRCA1/2 o ATM (HR 0,64 [95% CI, 0,43-0,97], p<0,0173), di cui l’81% aveva iniziato con abiraterone o enzalutamide e, dopo conferma di progressione della malattia, erano passati al trattamento con olaparib. All’analisi ad interim, l’endpoint di sopravvivenza globale non ha raggiunto il livello di significatività statistica. Una tendenza simile in OS è stata osservata in questa analisi ad interim nella popolazione con HRRm con una OS mediana di 17,5 mesi per i pazienti trattati con olaparib vs 14,3 mesi con abiraterone o enzalutamide (HR 0,67 [95% CI, [0,49-0,93]). Lo studio ha mostrato un tasso di risposta globale (ORR) confermato come endpoint secondario del 33,3% con olaparib rispetto al 2,3% con abiraterone o enzalutamide in pazienti con tumori con mutazioni BRCA1/2 o ATM (p<0,0001). In un’analisi esplorativa per la popolazione totale HRRm, l’ORR confermato era del 21,7% per olaparib rispetto al 4,5% con abiraterone o enzalutamide.
Il profilo di sicurezza e tolleranza di olaparib nello studio PROfound si è mostrato in linea con quanto precedentemente osservato. Gli eventi avversi più comuni (≥20%) sono stati anemia (47% vs 15%), nausea (41% vs 19%), fatigue e astenia (41% vs 32%XX), diminuzione dell’appetito (30% vs 18%), e diarrea (21% vs 7%). Gli eventi avversi di grado 3 o superiore sono stati anemia (22% vs 5%), fatigue e astenia (3% vs 5%), vomito (2% vs 1%), dispnea (2% vs 0%), infezioni del tratto urinario (2% vs 4%), nausea (1% vs 0%), diminuzione dell’appetito (1% ognuno), diarrea (1% vs 0%), mal di schiena (1% vs 2%). Eventi avversi hanno portato all’interruzione del trattamento nel 16% dei pazienti olaparib, vs. 9% con abiraterone e enzalutamide.  AstraZeneca e MSD hanno attualmente in corso ulteriori studi clinici sul tumore della prostata, tra questi lo studio di fase III PROpel, che sta valutando olaparib come terapia in prima linea nel mCRPC, in combinazione con abiraterone acetato, nei pazienti con o senza mutazione HRR.

Lo studio PROfound
PROfound è uno studio prospettico, multicentrico randomizzato, in aperto, di fase III che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di olaparib rispetto a abiraterone o enzalutamide in pazienti con mCRPC in progressione durante un precedente trattamento con nuove terapie ormonali antitumorali e che presentavano una mutazione in uno dei 15 geni coinvolti nella via HRR, che comprendono anche BRCA 1/2, ATM e CDK12.