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Covid: cresce incidenza tra i più giovani, forse colpa delle varianti

Roma, 18 febbraio 2021 – Nelle ultime settimane è in aumento l’incidenza di Covid-19 nelle fasce più giovani di età, probabilmente per l’arrivo delle varianti del virus. Lo scrive l’Associazione Italiana di Epidemiologia nel proprio bollettino. “Le persone oltre gli 84 anni di età, presentano ancora i tassi di incidenza più elevati (170 per 100.000), seppure in decremento – si legge -. Il valore dell’incidenza per i bambini più piccoli (0-2 anni) è stabile, mentre l’incremento registrato nelle scorse settimane è chiaramente attribuibile ai bambini tra 3 e 5 anni (tasso 119 per 100.00); il tasso è in aumento anche per i ragazzi di 11-13 anni di età (137 per 100.000). Da notare anche l’incremento osservato nella classe di età 6-10 anni che ha l ‘incidenza più elevata in almeno tre regioni, Umbria, Lazio e Campania. Un’ipotesi in studio che potrebbe concorrere a spiegare questo andamento è la circolazione della variante inglese”. Il tasso di incidenza complessivo per le regioni considerate, scrivono gli epidemiologi, è di 132 casi per 100.000, vicino ai valori dell’inizio di ottobre 2020. Nell’ultima settimana di gennaio la regione Umbria e il Friuli-Venezia Giulia hanno i tassi di incidenza più elevati (237 e 221 casi per 100.000 rispettivamente), seguiti dalla Emilia-Romagna e Marche (181 e 179 rispettivamente). La Toscana ha il tasso più basso (98 casi per 100.000) anche se in rapida crescita nell’ultima settimana.