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Tumori, in molti ospedali manca lo psiconcologo

04 novembre 2021 – “Lo psiconcologo opera al fianco delle pazienti solo in pochi ospedali, in altri non è presente, e questo è un problema per la donna che deve affrontare un percorso complesso. Dobbiamo impegnarci perché lavori con tutti gli altri specialisti”. Questo l’appello lanciato da Gabriella Pravettoni, direttore della Psiconcologia IEO, durante il webinar ‘La multidisciplinarietà nelle reti oncologiche regionali’, organizzato da APEO, l’Associazione Professionale di Estetica Oncologica.
“Quando il paziente vive lo shock della diagnosi ha necessità di un supporto, perché la sua psiche ne esce devastata: si trova improvvisamente senza progetti, deve ricostruire una nuova
vita, con l’esigenza di ripensare il proprio percorso nella sua completezza – continua Pravettoni –. Per questo la legge italiana riconosce l’importanza di questa figura negli ospedali. Nei fatti, però, in poche realtà è presente tutti i giorni”. Durante il seminario online è intervenuto anche Massimo Bonucci, presidente ARTOI (Associazione di Ricerca Terapie Oncologiche Integrate), che ha ribadito la necessità di avere nei reparti esperti di varie discipline, per garantire al paziente un supporto completo, sia dal punto di vista della psicologia che della nutrizione e della fisioterapia. “Teniamo molto al concetto di multidisciplinarietà – afferma Bonucci –. Ci sono aree in Italia dove le azioni di integrazione sono già state compiute, mentre in altre no, nonostante offrano condizioni più performanti al malato.”
“Quando c’è una regia esterna che coordina, monitora e orienta le azioni si riescono a ottenere risultati migliori – spiega Paolo Ursillo, dirigente medico AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) –, una maggiore fruibilità dei servizi e una riduzione della mobilità dei pazienti”. “Noi ci occupiamo di formare le estetiste che si occuperanno del benessere dei pazienti in reparto. Le accompagniamo a conoscere le neoplasie e le tossicità cutanee e insegniamo loro ad affrontare il dolore con lezioni di psiconcologia – sottolinea Carolina Redaelli, presidente APEO -. Diventano una delle importanti figure che vivono la malattia con il paziente. Allo IEO è stato svolto uno studio per dimostrare quanto questo lavoro sia determinante nella riduzione dello stress e nel miglioramento della qualità di vita dei malati. Abbiamo un corso per formare le estetiste con rigidi protocolli di lavoro. Siamo molto attenti alla scientificità, e svolgiamo aggiornamenti e congressi. Oggi sono più di 500 le estetiste oncologiche formate in tutta Italia, che collaborano con gli ospedali spesso attraverso le associazioni di volontariato”.
In occasione del webinar APEO il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Maria Stella Gelmini ha inviato una lettera. “Gli effetti collaterali delle cure, utilizzate per contrastare la malattia, influiscono negativamente sull’individuo – si legge nella missiva -. A questo modo di reagire, oggi abbiamo la possibilità di apportare sostegno attraverso la crescente collaborazione tra professioni mediche e quelle del benessere estetico che, grazie ai progressi della ricerca in questo ambito, si prende cura del malato. Va sicuramente sottolineato che tale meritevole impegno può e deve integrarsi al meglio, nell’interesse del paziente, con le reti oncologiche regionali”.